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04/11/2014Racconti

Voll, voll la tallàre!


C’erano una volta un padre ed una madre che avevano tre figlie blese, e cioè con gravi difetti nella pronuncia delle consonanti. Disperando, per questo motivo, di riuscire ad accasarle, i due coniugi si rivolsero per aiuto a nu tramezzant di professione per vedere di cominciare col sistemare la maggiore la quale era ormai giunta in età da marito.

L’intermediario sparse la voce anche nei paesi vicini e finalmente riuscì a trovare un giovanotto disposto a fa canuscènz con la ragazza che era stata descritta belloccia, ben costumata e con dote decorosa, anche se con un lieve, invisibile difetto.

Siccome il candidato qualche difetto ce l’aveva anche lui, accettò l’incontro e, all’ora convenuta, si presentò in ghingheri in compagnia du tramezzant.

L’incontro si svolse in un clima di garbata cordialità, con l’unico neo che nessuna delle tre sorelle fiatava in quanto i genitori avevano raccomandato loro di non aprire bocca per nessuna ragione al mondo.

Al giovane la primogenita non dispiacque e, in quanto a lei, se lo divorava con gli occhi, dando a vedere che sarebbe stata ben felice di averlo prima per fidanzato e poi per marito. Ad un certo punto, poiché le trattative sembravano giunte a buon fine, i neosuoceri invitarono il neogenero a trattenersi a pranzo.

Di lì a poco la madre, intenta a chiacchierare piacevolmente, disse alla più piccola delle figlie di andare a controllare se l’acqua bolliva.

La ragazzina si alzò ubbidiente, si accostò al focolare, sollevò il coperchio ed esclamò tutta giuliva:

“Voll, voll, la tallère!”.

“Tèle, tèle, i tattalùne!”, fece allora la seconda.

Tutta rammaricata la più grande delle tre, che era lì lì per fidanzarsi, rimproverò la sora pìcquele che aveva aperto la bocca per prima dicendo:

“Mamm ha ditt ta nn’aviva tallà e tu ha tallète!”.

E fu così che il matrimonio andò a monte perché il giovanotto, scoperto il difetto “invisibile”, si alzò dalla sedia, aprì la porta e, una volta uscito, non si fece più vedere.

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