👀673 🗓 Eventi • Mostre 📍 Ragusa mag 15

@stefano 📆07/03/2021 19:57:46

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🕐 Orari dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso ore 18). Il lunedì accesso esclusivamente con biglietto acquistato in prevendita on line
📆 Inizio 15/05/2021
📆 fine 30/06/2021
📆 Città Ragusa
📆 Indirizzo Via Pietro Novelli 5
Sito
📆 Organizzatori Assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana

📆 Descrizione fonte http://www.arte.it/calendario-arte/ragusa/mostra-genti-di-sicilia-opere-dalla-bottega-bongiovanni-vaccaro-a-palazzo-arezzo-donnafugata-74873



Dal 15 Maggio 2021 al 30 Giugno 2021

Ragusa

Luogo: Teatro Donnafugata

Indirizzo: Via Pietro Novelli 5

Curatori: Costantino D’Orazio

Enti promotori:

Assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana


A maggio riprenderanno le attività espositive del Teatro Donnafugata, con una mostra di opere originali e mai esposte prima.
In uno dei più prestigiosi palazzi nobiliari dell’incantevole Ragusa Ibla, Palazzo Arezzo Donnafugata, da quasi due secoli trovano dimora particolari statuine in terracotta dipinta.
Sono state realizzate da Giacomo Vaccaro e dal nipote Giuseppe Bongiovanni Vaccaro, celebri “figurinai” di Caltagirone che hanno operato nella seconda metà dell’Ottocento. Le loro sculture raccontano quella Sicilia che ritroviamo nei libri di Verga e Capuana, attraverso scene della quotidianità del tempo. Tenute finora lontane dallo sguardo estraneo, dal 15 maggio al 30 giugno saranno le protagoniste della mostra “Genti di Sicilia. Opere dalla Bottega Bongiovanni Vaccaro a Palazzo Arezzo Donnafugata”, allestita al Teatro Donnafugata di Ibla.
Promossa dall’Assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana e organizzata dall’Associazione Donnafugata 2000, l’esposizione è curata dallo storico dell’arte e saggista Costantino D’Orazio.

Quando l’incertezza del futuro si fa più pressante come in questo periodo, il passato si riappropria del suo ruolo di radice solida a cui aggrapparsi e diventa stimolo all’azione. “Genti di Sicilia”, nata durante il lockdown dell’Autunno 2020, prende linfa da questo impulso al fare attraverso la riscoperta del proprio trascorso: parla di Sicilia, di quotidianità lontana che si fa rassicurante, quasi catartica in questo presente. È un omaggio all’arte dei mastri Bongiovanni Vaccaro, ma è di più: è tributo alla Sicilia che è stata e che sarà. Il progetto prevede la creazione di un “circuito sulle tracce dei Bongiovanni-Vaccaro” che vede Ragusa come prima tappa per poi coinvolgere altre città della Sicilia Sud-orientale, attraverso collaborazioni virtuose tra istituzioni pubbliche e private.

“La mostra si presenta come un’occasione straordinaria per studiare la storia e la tecnica dei Bongiovanni Vaccaro e dei figurinai di Caltagirone – spiega il curatore Costantino D’Orazio - che nella seconda metà dell’Ottocento fotografano con grande acume e spirito d’osservazione scene di vita quotidiana caratterizzate da un’originale vivacità. Dai mendicanti ai calzolai, dalle mamme alle prese con i propri pargoli ai contadini impegnati con gli animali, fino ai borghesi di recente benessere, Genti di Sicilia è una delle collezioni più ricche di soggetti prodotti dalla celebre bottega calatina e offre al suo pubblico uno spaccato intenso della storia siciliana”.

Storia e tradizione familiare, dunque: un binomio che sarà rappresentato dalle opere nella loro fisicità e dal catalogo della mostra, edito da Silvana Editoriale, che con dovizia di particolari ricostruirà la creazione dal punto di vista storico-artistico, antropologico e tecnico di queste meravigliose opere. “Per il Teatro Donnafugata è un onore grande proporre la mostra Genti di Sicilia – commenta Vicky DiQuattro che insieme alla sorella Costanza cura la direzione artistica del teatro ibleo – soprattutto attraverso una formula di grande respiro e con il supporto di prestigiose collaborazioni. In un momento storico come quello che viviamo, si avverte la necessità di “partecipare” e “ricordare”: pertanto diventa indispensabile, oltre all’attenzione consueta verso la tutela, valorizzare e rendere fruibile il patrimonio culturale nel convincimento che la conoscenza genera appartenenza e coinvolgimento”.

Oltre al testo del curatore D’Orazio, il catalogo della mostra presenta i contributi dell’Assessore ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana della Regione Sicilia Alberto Samonà, di Vicky DiQuattro, direttrice artistica del Teatro Donnafugata insieme a Costanza DiQuattro, autrice del libro Donnafugata (La Nave di Teseo), della storica dell’arte Valentina Bruschi, del giurista Giacomo Pace Gravina, dell’architetto Nunzio Gabriele Sciveres e del ceramista e professore Antonio Navanzino. Il progetto del percorso della mostra è dell’architetti Nunzio Sciveres e Federico Guarini. Le foto in catalogo sono di Giuseppe Bornò. Sponsor della mostra: Libero consorzio provinciale, Banca Agricola Popolare di Ragusa, Comune di Ragusa, Adecco." -

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👀718 🗓 Eventi • Mostre 📍 Udine mar 03

@stefano 📆07/03/2021 19:03:44

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🕐 Orari
📆 Inizio 03/03/2021
📆 fine 27/02/2022
📆 Città Udine
📆 Indirizzo Piazzale della Patria del Friuli 1
Sito http://www.civicimuseiudine.it
📆 Organizzatori Museo Archeologico di Udine e il Museo Friulano di Storia Naturale

📆 Descrizione Dal 03 Marzo 2021 al 27 Febbraio 2022

Udine

Luogo: Castello di Udine

Indirizzo: Piazzale della Patria del Friuli 1

Orari: Mercoledì e giovedì dalle ore 15.00 alle ore 18.00; Venerdì dalle 15.00 alle 19.00. Date e orari potranno subire variazioni sulla base delle eventuali chiusure disposte nell’ambito della classificazione dell’indice di rischio delle regioni stabilito dalle autorità di governo

Costo del biglietto: intero € 8, ridotto € 4

Telefono per informazioni: +39 0432 1272591

Sito ufficiale: http://www.civicimuseiudine.it

Nel biennio della manifestazione ESOF 2020 “Science of citizens”, il Museo Archeologico di Udine e il Museo Friulano di Storia Naturale propongono la mostra Antichi abitatori delle grotte in Friuli, presso il Castello di Udine, attuale sede del Museo Archeologico.

L'esposizione si prefigge di raccontare l’utilizzo delle grotte a partire dalla Preistoria in Friuli, attraverso le tracce lasciate dagli animali e dagli uomini che le hanno visitate, dal Paleolitico inferiore (c. 500.000) ad oggi, secondo un approccio interdisciplinare, una comunicazione accessibile e un uso eco-sostenibile dei materiali impiegati nell’allestimento.

Numerosi i soggetti che collaborano al progetto voluto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Udine; oltre alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, ai Musei Provinciali di Borgo Castello di Gorizia, al Museo della Grotta, Grotta Gigante, Biblioteca Civica “V. Joppi, Archivio Egidio Feruglio e al Circolo Speleologico e Idrologico Friulano di Udine, che forniscono gran parte del materiale espositivo, portano un contributo il Dipartimento di Studi Umanistici – Sezione di Scienze Preistoriche e Antropologiche, Università degli Studi di Ferrara, il Dipartimento di Studi Umanistici, Università di Trieste e il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli.

L’esposizione si articola in quattro sale, su un’estensione di circa 250 mq ed è collegata, attraverso una scala interna, all’esposizione permanente del Museo Archeologico. La prima sala racconta il carsismo della regione e i contatti e le interazioni delle aree friulane soprattutto nel III millennio a.C., la seconda sala narra la ricerca archeologica e speleologica; la terza si concentra sulle Valli del Natisone nella preistoria più antica e in particolare sul Riparo di Biarzo, una cavità che si apre nei conglomerati fluviali affioranti lungo la sponda sinistra del torrente Natisone che venne scoperta come località di frequentazione preistorica; infine, nella quarta sala, si trovano di nuovo elementi delle Valli del Natisone ma del III millennio a.C., del Medioevo con un approfondimento relativo alle faune che vengono rinvenute in grotta.

Uno degli intenti del progetto è quello di coinvolgere un pubblico il più ampio possibile per far promuovere il patrimonio culturale e ambientale del Friuli-Venezia Giulia. In tal senso, va la scelta di affiancare alla fruizione dei materiali originali, postazioni multimediali e/o multisensoriali che consentono una modalità personalizzabile per il visitatore a seconda della sua condizione fisica, della sua preparazione culturale e sensibilità. Altra scelta fatta in tal senso è quella di una App in italiano e inglese che accompagna il visitatore lungo tutto il percorso espositivo.

La mostra fa parte della manifestazione Trieste capitale europea della scienza per il biennio 2020 e 2021 e dell’Euro Science Open Forum – ESOF 2020 Trieste che si è svolto nel capoluogo giuliano dal 2 al 6 settembre ed è considerato il principale evento interdisciplinare in Europa dedicato alla scienza, all’innovazione e al loro rapporto con la società e si svolge a cadenza biennale." -" -

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👀851 🗓 Eventi • Sagre 📍 torino feb 25

@stefano 📆05/03/2021 22:54:14

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🕐 Orari 09:00
📆 Inizio 25/02/2021
📆 fine 30/05/2021
📆 Città torino
📆 Indirizzo Piazza Reale 1
Sito http://www.arte.it/calendario-arte/torino/mostra-caravaggio-ai-musei-reali-da-roma-un-capolavoro-dalle-gallerie-nazionali-di-arte-antica-74895
📆 Organizzatori Galleria Sabauda

📆 Descrizione

Dal 25 Febbraio 2021 al 30 Maggio 2021

Torino

Luogo: Galleria Sabauda

Indirizzo: Piazza Reale 1

Orari: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso ore 18). Il lunedì accesso esclusivamente con biglietto acquistato in prevendita on line

Costo del biglietto: Intero: € 15 Ridotto: € 2 (ragazzi dai 18 ai 25 anni) Gratuito per i minori 18 anni, insegnanti con scolaresche, guide turistiche, personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, membri ICOM, disabili e accompagnatori, possessori dell'Abbonamento Musei, della Torino + Piemonte Card e della Royal Card. L'ingresso per i visitatori over 65 è previsto secondo le tariffe ordinarie

Sito ufficiale: http://www.museireali.beniculturali.it

Arriva ai Musei Reali di Torino il San Giovanni Battista di Caravaggio, che sarà esposto dal 25 febbraio al 30 maggio nelle sale dedicate ai pittori caravaggeschi della Galleria Sabauda.
L'opera, realizzata tra il 1604 e il 1606, proviene da Roma dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica grazie a uno scambio promosso dalle direzioni dei due musei in occasione della mostra L’ora dello spettatore. Come le immagini ci usano (Roma, Palazzo Barberini, 2 dicembre 2020 - 5 aprile 2021). L’esposizione romana accoglie infatti nel suo percorso la rarissima tavola di Hans Memling con la Passione di Cristo, conservata alla Galleria Sabauda.
L'evento espositivo, sostenuto dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino e da Reale Mutua, è una straordinaria opportunità per portare all’attenzione del pubblico le collezioni di due grandi pinacoteche italiane e il genio dei loro insuperati maestri.

Caravaggio, uno dei pittori più celebrati e amati di ogni tempo, con il suo stile audace e innovatore sperimenta nei primi anni del 1600 nuove composizioni di soggetto sacro e profano, popolate da personaggi raffigurati nell’immediatezza della loro umanità e arricchite da frammenti di natura morta. Tra queste si colloca anche il San Giovanni che raffigura “il Battista”, uno dei santi più venerati dalle chiese cristiane, asceta spesso considerato come l’ultimo dei Profeti. Caravaggio lo mostra ancora adolescente, in un momento di riposo nel deserto, dove trascorse gran parte della sua esistenza. La figura, avvolta in un mantello rosso, emerge dall’oscurità, il volto in penombra e le mani indurite dal sole, lo sguardo schivo e malinconico rivolto al buio oltre la cornice, come sorpreso da una misteriosa presenza. Accanto, gli oggetti che ne qualificano l’identità: la croce di canne e la ciotola per i battesimi.

L’opera, scortata dal Corpo dei Carabinieri, è arrivata a Torino il 24 febbraio scorso e sarà esposta per i prossimi tre mesi in una sala del percorso permanente della Galleria Sabauda. La mostra-dossier permetterà di presentare al pubblico uno dei capolavori del pittore che con il suo linguaggio rivoluzionario seppe cambiare il corso della storia dell’arte, ma sarà anche un’occasione unica per mostrare lo stretto dialogo che intercorre con le opere di quei pittori italiani e stranieri, di prima e seconda generazione, che furono profondamente influenzati dalla sua pittura. Alcuni, come Giovanni Baglione, coetaneo del Merisi e suo acerrimo nemico, interpretano solo esteriormente i modelli del maestro; altri come Valentin, Vignon, Ribera e Serodine ripropongono con grande rigore l’umiltà mistica dei santi a partire da invenzioni caravaggesche. Altri ancora, come Antiveduto Gramatica e Orazio Riminaldi, guardano al profondo naturalismo e alle nuove tematiche introdotte dal Merisi, mentre il pittore olandese Matthias Stomer porta avanti nei suoi quadri a “lume di notte” i vigorosi contrasti tra luci e ombre. Caravaggio affascina i grandi collezionisti del tempo e anche i Savoia: come mostrano le opere esposte, anche la casa reale piemontese si aggiorna subito sulla moderna pittura di realtà, ampiamente documentata negli inventari degli anni Trenta del Seicento. Sarà Orazio Gentileschi a donare proprio al duca sabaudo Carlo Emanuele I, nel 1623, la splendida pala con l’Annunciazione, una delle sue opere più intense e significative.

“Nonostante i mesi di lockdown, i Musei Reali non si sono mai fermati. - dichiara Enrica Pagella, Direttrice dei Musei Reali di Torino -. L’emergenza che abbiamo vissuto e che stiamo tuttora vivendo ha evidenziato la necessità di offrire al pubblico proposte culturali inedite, misurate sulle attuali esigenze di fruizione e di sostenibilità, sviluppate anche in collaborazione con altre realtà nazionali. I Musei Reali si fanno promotori di un costante scambio e confronto con lo scenario nazionale, oggi essenziale per offrire al pubblico nuovi contenuti capaci di moltiplicare le opportunità di conoscenza e di esperienza”.

“Con soddisfazione annunciamo oggi l’apertura dell’esposizione del San Giovanni Battista di Caravaggio, per la prima volta a Torino. - afferma Giorgio Marsiaj, Presidente Consulta Valorizzazione Beni Artistici e Culturali di Torino -. Quello di Consulta è un atteggiamento partecipe e attento; crediamo nella cultura quale leva economica ed inclusiva, che favorisce lo sviluppo, e aumenta l’attrattività e il benessere del territorio. Nonostante le criticità generate dalla pandemia, le aziende e gli enti Soci di Consulta rimangono focalizzati nel settore culturale, per contribuire a conservare e valorizzare il patrimonio che la Storia ci ha consegnato, per le generazioni a venire”.

“Siamo lieti di sostenere questa prestigiosa esposizione, che assume un significato particolare in un momento in cui l’arte, e in generale la cultura, è ingrediente fondamentale del processo di ripartenza. - ha dichiarato Luigi Lana, Presidente Reale Mutua -. Operare in sinergia con realtà di eccellenza come la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino ci permette di essere parte attiva nella valorizzazione del territorio e di generare impatti positivi sociali e culturali in grado di accrescere l’ambizione di Torino a diventare sempre più un polo artistico di respiro nazionale e internazionale”.

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